Quest’oggi lo staff di tarantofc.it ha intervistato il presidente Elisabetta Zelatore, che ha risposto in modo chiaro e preciso ad alcune domande su argomenti molto a cuore ai tifosi rossoblu.

1)Come si è evoluto, a livello organizzativo, il club in questi mesi d’esperienza calcistica?
“Alcuni dei soci, seppur non nel mondo del calcio,  hanno una lunga esperienza nello sport, anche raggiungendo i massimi livelli. Non abbiamo fatto altro che trasferire il modulo organizzativo confezionato in anni di esperienza nella nostra attuale realtà quotidiana.
Negli ultimi tempi c’è stata l’opportunità di inserire nell’organico persone valide, con notevole esperienza e professionalità consolidata negli anni, quale il direttore generale Domenico Pellegrini, che quotidianamente si adopera con abnegazione ed intelligenza per risolvere quei piccoli-grandi problemi che possono sorgere”.

2)  Quanto ha inciso l’A.P.S. Fondazione Taras 706a.c nelle scelte societarie e che ruolo ha avuto all’interno della stessa?
“La Fondazione Taras ha avuto un ruolo significativo, sia dal punto di visto operativo che dal punto di vista umano, mettendo a disposizione, in vari momenti, le professionalità dei suoi soci-membri, che hanno ulteriormente qualificato l’azione della società Taranto Football Club 1927 che, in vero,  si è anche avvalsa dell’apporto di tutti i soci più rappresentativi, quali il Dr.  Guido Petrocelli, l’avvocato Raffo, il vice presidente Nardoni ed Emanuele Papalia.
L’attività professionale ed umana del nostro consulente Dr. Michele Di Fonzo e dei suoi collaboratori è stata quanto mai utile nell’affrontare e risolvere aspetti societari dal punto di vista legislativo.
Per non parlare di Giovanni Graniglia, Gianluca Sostegno, Armando Casciaro, Armando Lupo, Daniele Semeraro, Pasquale Piccenna, instancabili ed efficientissimi nella loro azione quotidiana, nonché il contributo del presidente della Fondazione Taras,  Claudio Andriani. 

In fine, non per importanza, fondamentale è stato anche l’apporto di idee fornito da alcuni uomini ed alcune donne della cooperativa Prisma, quali Felice Pagano, Giovanni Saracino, Sabrina Danese e Pino Solare, team manager della squadra Juniores”.

3) Quali sono gli obiettivi che il club si propone nell’immediato futuro?
“Gli obiettivi che il progetto Taranto si pone non attengono esclusivamente al calcio ed allo sport in generale.
Questo gruppo di persone ,molto coeso e molto affiatato, si propone di restituire dignità alla nostra comunità, la quale, orgogliosa, è riuscita a resistere nonostante le grandi difficoltà, a differenza di altre realtà che non sono riuscite a permanere nel mondo del calcio o costrette a ripartire da categorie ancor più inferiori, come ad esempio Trieste.
Gli obiettivi strettamente calcistici sono quelli di svolgere un campionato dignitoso, che fa il paio, ripetiamo, con la presenza nel calcio della nostra meravigliosa città. Un anno che servirà a conoscere ed approfondire alcune tematiche,  per evitare in futuro di commettere errori non dettati da inesperienza, ma errori che persone per bene possono anche compiere. 
L’anno venturo, certamente, tenendo conto delle esperienze acquisite, della migliore struttura societaria in tutte le sue articolazioni ed in virtù anche della stima e dall’apprezzamento che questa società saprà acquisire nel panorama calcistico, i programmi saranno molto ambiziosi.  Ripeto: molto ambiziosi”.

4) Un messaggio alla tifoseria…
“Per poter essere molto apprezzati nel paese, nel palazzo o più in generale nel mondo calcistico, bisogna invertire la tendenza ed i nostri calorosi tifosi, dal più piccolo al più grande, aiuteranno questo gruppo di persone ad esprimersi sempre meglio, per poter raggiungere quei traguardi che sono nel cuore di ciascuno di noi. Non bisogna trascurare che questa società ha  più che mai voglia di essere parte integrante di questa comunità, ha voglia di dare risposte concrete, ha voglia di essere un segmento importante che dovrà concorrere alla rinascita della comunità tarantina, i cui problemi sono incredibilmente attuali e rispetto ai quali noi società, come persone, siamo solidali”.

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